domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle è di Adriano Cortinisio


Oggi post a blog unificati (o quasi).
La ricetta originale la trovate qui.
Il perchè di questo post col testo completo lo trovate qui.

Gli altri blog che hanno al momento aderito all'iniziativa sono: qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui...
E poi ancora qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui...
E qui, qui, qui...

venerdì 6 novembre 2009

Biscotti morbidi castagne noci e miele


Gli scribacchini hanno lanciato un po' di domande qui e io ho subito pensato a questi biscotti, per la categoria “ricette reinterpretate all'infinito”. Si, anche la “pasta strudel” (col vino, con l'aceto, col cremor tartaro, col bicarbonato), o le tagliatelle (che ormai ci ho messo dentro qualunque cosa, con l'uovo senza uovo, con la semola, con la zero, col cacao col caffè lo zafferano le castagne).
Ma questi biscotti la prima volta li ho fatti due anni fa e indovinate dove avevo preso la ricetta? Dagli scribacchini. Sono ormai “i miei biscotti” quelli che regalo e quando dico tutte le cose che non ci sono dentro mi guardano preoccupati, quelli che ho provato col cocco, con nocciole e cacao, con le mandorle, integrali, non integrali, con miele, con malto, quelli che se vuoi una cosa dolce non stucchevole, morbidosa, che si conservi bene, senza latticini né uova, con poco zucchero, sostanziosa ma salutare, allora sono anche i tuoi biscotti, mi sa.
Sta volta li ho fatti così:
100 gr di noci, 150 gr di castagne bollite e tritate, 150 gr di farina 0, un pizzico di sale, 1 cucchiaino di cremor tartaro di quello già addizionato con il bicarbonato, 2 cucchiai di zucchero di canna di quello molto scuro del commercio equo-solidale, 4 cucchiai di miele di castagno bio, 8 cucchiai di olio d'oliva.
Non ho avuto bisogno di aggiungere acqua perchè la consistenza era perfetta. Se pensate che l'olio d'oliva abbia un sapore troppo forte, no no, io uso un olio ligure ma vi posso assicurare che non lo si sente come sapore dominante, con lo zucchero di canna e il miele rimane perfettamente equilibrato, dai miei esperimenti con la frolla all'olio ho imparato che se si usa il malto al posto dello zucchero, allora si, si avverte un po' troppo il sapore di olio, ma con lo zucchero di canna e il miele no.
Si tritano le noci e le castagne con i due cucchiai di zucchero, si uniscono tutti gli altri ingredienti, si amalgama bene con le mani, si fanno delle palline schiacciate (io le ho decorate con la forchetta) e si mettono in forno a 180 gradi per 15 minuti circa.

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mercoledì 4 novembre 2009

Riso integrale con cavolo rosso e vino rosso


Tempo di cose semplici e salutari. Dopo aver sbracato completamente con lo strutto, le castagne e soprattutto liquori e marmellate portati dalla sardegna, è ora di rimettersi in riga, soprattutto in un periodo così delicato di cambio di stagione, dove le difese devono restare alte. Unica eccezione sarà la crostata di Adriano l'8 novembre.
Questo riso è di una semplicità estrema, ed è buonissimo.
Il cavolo rosso contiene molta vitamina C (che però si disperde molto in cottura) e minerali. L'ideale è farne degli insalatini e mangiarlo crudo, solo fermentato, per conservarne le proprietà, io ne ho usato anche metà per questo riso.

Il riso l'ho cotto come al solito nella pentola di ghisa (ma anche una d'acciaio va bene) facendogli assorbire tutta l'acqua di cottura. Ci mette circa 50 minuti. Nel frattempo ho cotto il cavolo rosso tagliato sottile, ho scaldato l'olio evo, ho aggiunto il cavolo, ho salato con sale affumicato, fatto insaporire mescolando, versato il vino rosso (ho usato un nebbiolo) e cotto per 10 minuti circa, spento e lasciato riposare. Quando il riso è stato quasi cotto l'ho buttato nella padella col cavolo, ho finito la cottura, aggiunto pecorino grattugiato e pepe nero. Insomma le solite cose mie, niente di particolare.
Come si vede dalla foto era più cavolo che riso, ma non ha un colore bellissimo? Se fosse stato ancora ottobre sarebbe anche andato bene per questa iniziativa dei food-blog polacchi di dedicare un piatto rosa al mese della prevenzione dei tumori al seno.

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lunedì 2 novembre 2009

Torta di cavolo nero


L'ennesima torta salata con il solito impasto, come mi piace questo impasto! Rimane friabile, leggermente sfogliato, è leggero, si fa in un attimo e ci si può mettere dentro di tutto, anche niente, al limite. A volte uso il vino a volte non metto il cremor tartaro ma credo che questo con l'aceto sia il migliore di tutti.
E poi qui c'è il cavolo nero, che è buonissimo, me n'è arrivato un mazzone enorme dalla bioexpress e un po' l'ho messo in freezer un po' c'ho fatto la zuppa un po' l'ho messo qui. Con 'sto ripieno ci si può anche condire la pasta, è vegano perchè era così buono che non lo volevo uccidere col formaggio.

Per il ripieno ho scaldato in padella aglio grattato con la grattugia di ceramica, olio evo e peperoncino, ho cotto il cavolo nero tagliato a listerelle con l'aggiunta di un po' di acqua (io ho usato quella dove avevo cotto dei fagioli) e sale. Mi piace che la costa rimanga croccante per cui non lo cuocio tantissimo.

Per la pasta ho impastato 200 gr di farina 0, 2 cucchiai di olio evo, 1 cucchiaio di aceto di mele, 1 pizzico di sale, un quarto di cucchiaino di cremor tartaro di quello già addizionato con bicarbonato e acqua fino ad avere la consistenza giusta.
Ho steso col mattarello due dischi, farcito, cotto a 180 gradi fino a leggera doratura. Lasciata fuori dal frigo rimane buona anche il giorno dopo.

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giovedì 29 ottobre 2009

Polpette di cavolfiore e patate con salsa di yogurt


Il libro di Sigrid non ha bisogno di pubblicità perchè non solo tutti sanno che è in vendita da lunedì, ma sembra che tutti lo vogliano, e subito, visto che è andata in tilt la vendita on-line e già si parla di ristampa a pochi giorni dall'uscita, un successone.
C'è chi aveva lanciato l'idea di fare una sua ricetta lunedì, io l'avevo anche fatta, fotografata e mangiata ma poi non l'ho postata, è questa qui.
Quelle di Sigrid erano crocchette, io le ho fatte a polpetta, cotte al forno senza niente e poi condite, è un metodo che mi piace molto, sono buonissime comunque e più leggere.

1 cavolfiore piccolo
patate (più o meno lo stesso volume del cavolfiore)
3 cucchiai di pecorino dolce leggermente stagionato (portato dalla sardegna)
2 cucchiai uvetta
2 cucchiai pinoli
2 uova intere
pangrattato


Ho cotto al vapore il cavolfiore (a me piace che rimanga croccante) e le patate, ho frullato il tutto (sarebbe meglio schiacciare le patate e frullare solo il cavolfiore, io ho frullato tutto) e aggiunto gli altri ingredienti, il pane per ultimo fino ad ottenere la consistenza giusta per formare delle palline schiacciate che ho passato in altro pangrattato. Le ho messe su carta forno e cotte per mezz'oretta, non essendoci olio il colore non cambia di molto ma si forma una bella crosticina e dentro rimangono morbide.
Le ho condite ancora calde con dell'olio d'oliva buono.

La salsina gialla è un altro esperimento della serie “yogurt e affini”. Sempre dal libro della Roden “La cucina del medio oriente e del nord africa”. Spesso nelle ricette mediorientali e indiane si usa lo yogurt per le salse calde, solo che normalmente lo yogurt quando si scalda “impazzisce” cioè coagula e la parte liquida si separa da quella solida. Per cuocere lo yogurt evitando che coaguli bisogna stabilizzarlo.
Si sbatte bene un litro di yogurt per farlo diventare liquido (io ho ridotto le dosi e fatto un po' a occhio comunque queste sono le dosi del libro) si scioglie in un pochino di acqua un cucchiaino di amido di mais e lo si unisce alllo yogurt in un pentolino, con 3/4 di cucchiaino di sale, si porta ad ebollizione girando sempre dalla stessa parte e senza coprire si fa cuocere a fuoco basso 10 minuti, si formerà una cremina liquida che poi raffreddandosi si addensa un po'. Questa operazione la si può fare prima o anche cucinando il resto (per esempio nei korma).
Io c'ho messo anche delle spezie, aggiunte alla fine, sono zafferano tostato e pestato (sempre dalla sardegna), chiodi di garofano tritati, cumino pestato, pepe tritato).

martedì 27 ottobre 2009

Ci risiamo, si parla di plagi

Ci risiamo, si riparla di plagi.
Prima giovanna e adriano ci informano che una notissima "signora" di una notissima trasmissione televisiva di cucina, ha 'sto vizio di prendere le ricette dai blog e di copiarle tali e quali senza citare la fonte.
Si sparge la voce.
Poi paoletta viene informata che una sua foto è finita, oltretutto tagliata, ovviamente a sua insaputa, su uno dei due più importanti quotidiani nazionali versione cartacea.
Insomma non solo i blog copiano i blog, i siti copiano i blog e i giornali on-line copiano i blog, ma anche i giornali su carta, spesso i depliant, a volte i libri. Succede sempre più spesso.
La cosa che fa più male è che non tutti han capito ancora che questa cosa non è nè legale nè moralmente accettabile. Come spiega benissimo paoletta nel suo post c'è chi minimizza. Ma c'è molta differenza tra condividere in rete il proprio lavoro e vedere il proprio lavoro copiato, utilizzato senza chiedere, senza che venga neppure lontanamente in mente di citare la fonte, spesso a scopi commerciali.
Lo so, è stancante, ma non abbassiamo la guardia, se vediamo in giro foto che conosciamo, che sappiamo di chi sono e immaginiamo siano state rubate, avvisiamo gli interessati, passiamo parola.
Ho scoperto qui che c'è chi ha avuto l'idea di un evento a blog unificati, pubblichiamo tutti la ricetta di adriano, la famosa crostata di mele e mandorle, tutti l'8 novembre, tutti col titolo "La crostata di mele e mandorle è di Adriano Cortinisio", non è una bella idea? :-)

Poi ovviamente se vi va di segnalare dei plagi potete farlo qui e se vi va di capire meglio cosa dice la legge sul copyright e cosa sono le licenze creative commons leggete qui.

lunedì 26 ottobre 2009

Mousse di castagne


Poi per quest'anno con le castagne credo d'aver finito.
Sta mousse è proprio semplice e anche classica, latte, zucchero, amido di mais. Ho provato anche la versione vegana col latte vegetale ed era buona anche quella.
Si può servire in un bicchiere oppure negli stampini, ma la consistenza non è da budino è da mousse, quindi potrrebbe deformarsi leggermente nell'estrarla. Vale comunque il vecchio trucco di bagnare gli stampini e metterli in freezer prima di versarci il composto caldo.
Il sapore richiama molto i marron glacè.

6 cucchiai abbontanti di castagne bollite, pelate, tritate
2 cucchiai di zucchero di canna grezzo (del commercio equo-solidale per la precisione alce nero)
250 ml di latte vaccino intero (ma si può usare qualunque tipo, anche vegetale)
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino da caffè di vaniglia bio in polvere
1 cucchiaio di amido di mais (maizena)


Ho mischiato tutti gli ingredienti, tranne la vaniglia, in un pentolino, portato al bollore, abbassato la fiamma e fatto cuocere fino ad addensare (bastano pochi minuti) ho aggiunto la vaniglia, mescolato, messo negli stampini e quando si è raffreddato messo in frigo.
Mettendo più amido si può arrivare ad una consistenza più da budino. Col latte animale tendo a non usarlo l'agar agar, ma ovviamente si può usare, stando attenti a metterne poco perchè quello solidifica anche l'acqua e qui il composto è già denso di suo per via delle castagne.

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giovedì 22 ottobre 2009

Castagne in agrodolce


Sto facendo troppe cose con le castagne, e non vedo neppure una fine imminente, ho anche del budino in frigo e in forno delle brioche, e il freezer pieno di castagne cotte. E ne ho ancora anche crude. E' un avvertimento.
Sta cosa l'ho messa nell'etichetta "verdure", anche se non son verdure, ma comunque è un contorno. A proposito di questo essendo le ricette diventate parecchie e dato che mi sono accorta che a volte perfino io non trovo le mie cose, perchè mi capita anche di dimenticare di mettere delle ricette nell'indice, e se c'è una cosa che mi manda in bestia è non riuscire a trovare una cosa facilmente in un sito, volevo segnalarvi nel caso non ve ne foste accorti che da un po' ho messo anche il motore di ricerca, sotto all'indice per mesi, se ci si mette, per esempio, una cosa a caso vah, "castagne" vengo fuori tutti i post dove questa parola è presente, per cui anche le ricette con le castagne, ovvio.
E non voglio più ricevere mail del tipo "non trovo più il tuo post sul ferro" oppure "volevo fare le tue lasagne ma non le ho trovate". Chiusa parentesi.

Chi non ama i contrasti ed è molto tradizionalista stia lontano da 'sta ricetta, sarà che per quarant'anni ho visto le castagne bollirle e stop, ma io per contrasto tendo a farci di tutto, gnocchi, pasta, ripieno dei ravioli, torta, budino, minestra... dolce e salato. Questa è la ricetta più "strana".

Ho scaldato in padella un cucchiaio di ghee con semi di cumino, anice, chiodi di garofano tritati, pepe nero e pepe rosa pestato.
Ho aggiunto uno scalogno piccolino tritato e un pezzetto di zenzero fresco tritato.
Dopo un minuto ho aggiunto le castagne (intere, bollite e pelate, circa una quarantina non troppo grandi).
Ho lasciato insaporire, aggiunto un paio di cucchiai di aceto di mele e un paio di cucchiai di malto, ho cotto 5 minuti, finchè non comincia a “tirare” il sughetto.

Le ho mangiate tiepide con della chioggia cruda condita con olio evo e salsa di soia. L'amaro del radicchio con l'agrodolce ci sta benissimo, secondo me. Le vedrei bene con del riso basmati integrale, anche.

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